CAMPAGNE Ponte sullo Stretto :: Attilio Manca :: Sos Rosarno MOBILE Il sito per cellulari e la nuova App per Android Novità! Servizi per l'editoria digitale
 .
LIBRERIA
Anacleto
Anacleto
Un editore in guerra contro i cialtroni. Prima puntata (gratis...)...
0 €
Pacifisti. Ecco dove siamo Luca Kocci
Pacifisti. Ecco dove siamo
2001-2011. Dieci anni di attivismo per la pace...
4.5 €
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione Antonello Mangano
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione
E, probabilmente, anche l`Italia...
8 €, spese di spedizione incluse
Sì alla lupara, no al cous cous Antonello Mangano
Sì alla lupara, no al cous cous
Mentre la Lega vietava il kebab, la `ndrangheta si mangiava la Padania...
8 €, spese di spedizione incluse
L’enigma di Attilio Manca Joan Queralt
L’enigma di Attilio Manca
Verità e giustizia nell’isola di Cosa Nostra...
13 €, spese di spedizione incluse
Quell’africana  che non parla neanche bene l’italiano Alberto Mossino
Quell’africana che non parla neanche bene l’italiano
...
10 €, spese di spedizione incluse
Nuovo! Le inchieste di terrelibere.org > Gli africani salveranno Rosarno - A3. Il vanto d'Italia
RSSRSS Chi siamo Archivio Autori Corsi Campagne Mailing list Contatti
Fotostorie Video Infografiche Podcast Casa editrice Libreria Catalogo libri/eBook Presentazioni Recensioni
Nabir, sette anni in Italia, si dà fuoco per non essere espulso - www.terrelibere.org
  
         Ascolta con webReader
  
notizie Una testimonianza da Palazzo San Gervasio
Nabir, sette anni in Italia, si dà fuoco per non essere espulso
terrelibere.org - autore dell"articolo Osservatorio Migranti Basilicata 23 febbraio 2011 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 2237 volte
Sono utilissimi nei mesi della raccolta del pomodoro. Prima e dopo, però, gli stranieri diventano "clandestini". Gente da arrestare e sbattere in galera. Nabir vive da sette anni a Palazzo San Gervasio. Ma nessuno gli fa un contratto. Dunque non può avere un permesso di soggiorno, dunque i carabinieri lo vogliono arrestare. Un gesto estremo, come quelli che in Tunisia hanno segnato la fine del regime di Ben Alì.
Il libro: Anacleto
IL LIBRO
Anacleto
Un editore in guerra contro i cialtroni. Prima puntata (gratis...)

Le campagne di Palazzo San Gervasio

Nabir, così lo chiamavamo, è in Italia da 7 anni. Vive a Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dal 2007. Ha lavorato presso diverse aziende in agricoltura e in edilizia oltre a prestare le sue braccia per piccoli lavori saltuari nelle attività più varie. Pur lavorando in modo continuativo non è mai riuscito a regolarizzarsi con un datore di lavoro. L`Osservatorio Migranti Basilicata lo ha conosciuto tanti anni fa, aveva una benda che gli fasciava la testa e che evidentemente copriva una brutta ferita. Lui ci aveva detto che quella ferita era dovuta ad una lite scoppiata perché aveva denunciato ala stampa il sistema del caporalato che interessa la raccolta dei pomodori. Lo abbiamo conosciuto assieme a 'Pellegrino`, un altro tunisino che da poco era stato vittima di una retata fatta in una azienda agricola e che per non avere i documenti in regola era stato rinchiuso al CPT di Bari. A Pellegrino, in realtà, il permesso di soggiorno era scaduto e non riuscendo a trovare lavoro nei sei mesi concessi dalla Bossi-Fini non poteva più soggiornare sul suolo italiano.

Lo scorso giovedì, subito dopo la notifica di espulsione, esprimeva il proprio stato di grave disagio. Gli veniva proposta la prospettiva del 'ritorno in patria` (in Tunisia), attraverso il progetto NIRVA, possibilità che comunque egli non poteva usufruire perché privo dello status di rifugiato politico o vittima di tortura e violenza. Non è nelle sue intenzioni rientrare in patria anche perché come tutti sanno in questo momento dalla Tunisia molti fuggono proprio in Italia a Lampedusa.

Nabir diceva di essersi rivolto a tutti per poter trovare una soluzione a questo decreto di espulsione emesso nei suoi confronti, senza esito, minacciava quindi di voler compiere questo gesto di autolesionismo dandosi fuoco in piazza. L`indomani, quando i carabinieri sono andati a prelevarlo dalla sua abitazione ha tentato di compiere quel gesto premeditato, stando alla cronaca della 'Nuova del Sud` e della 'Gazzetta del Mezzogiorno`. Fortunatamente non è riuscito nel suo intento di autolesionismo estremo. Temiamo che possa reiterare in carcere tale gesto.

Il nostro sportello legale si sta occupando del caso, non neghiamo ancora una volta che il tutto sarà finanziato dalla nostra associazione, per cui chiediamo a chi ci segue di aiutarci nella raccolta fondi, affinché tutti gli uomini e donne nel nostro Paese possano avere una giustizia giusta.

tag Tag: migranti_lavoratori migranti_irregolari
Formato per la citazione:
, "Nabir, sette anni in Italia, si dà fuoco per non essere espulso", terrelibere.org, 23 febbraio 2011, http://www.terrelibere.org/nabir-sette-anni-in-italia-si-da-fuoco-per-non-essere-espulso
Voi fare pubblicità qui? Contattaci
Articoli collegati
24 marzo 2012
Da Salerno a Roma via Inghilterra. Il viaggio assurdo di un barattolo di pomodori
Perché un barattolo di pelati comprato nel centro di Roma riporta la scritta “Im...
25 marzo 2012
Dai campi della Puglia alla vostra tavola
Abbiamo seguito il percorso di un barattolo di pelati. Si inizia al confine tra ...
06 marzo 2012
Dai campi di Rosarno al bancone del tuo supermercato (infografica)
La filiera delle arance è un sistema a strati, dove il livello superiore scarica...
24 febbraio 2012
Vittoria, i lavoratori stranieri umiliati e offesi
13 febbraio 2012
La bas. Il rap dei raccoglitori di pomodoro
Nei casolari abbandonati di Boreano, nelle campagne del comune di Venosa, in Bas...
09 gennaio 2012
Schiavonea, le strade del caporalato
Il 60% delle clementine italiane si raccoglie nella Piana di Sibari, in provinci...
26 dicembre 2011
L`ingegnere e il caporale
Yvan è uno studente di ingegneria ed è venuto dal Camerun per frequentare una de...
06 dicembre 2011
Diecimila migranti nei campi, gli italiani incassano la disoccupazione
Nella Piana di Sibari si venera la Madonna nera. La chiamavano ‘dea degli schiav...





Inizio pagina
Home page  |  Mobile  |  Corsi  |  Video  |  Autori  |  Archivio  |  Mailing list  |  Contatti
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com