Con l`apertura della nuova stagione agrumicola tornano alla memoria i moti violenti dello scorso gennaio. Mentre nella regione la crisi dell`agricoltura continua, Rosarno eleggerà un nuovo consiglio municipale alla fine di novembre. Durante l`estate, i lavoratori migranti erano pochi, sia in centro che nei campi. Oggi le strutture d`accoglienza e integrazione promesse dal governo sono ancora in fase di progettazione. Cosa accadrà quando tutti i braccianti africani torneranno?
ROSARNO - Il calore dell`estate calabrese è opprimente. Dai fatti del gennaio 2010, con la conseguente 'deportazione` verso Crotone e Bari, i lavoratori migranti che hanno deciso di ritornare vengono in centro solo quando è strettamente necessario. Per trovarli, bisogna prendere la strada che va verso nord e guidare per alcuni chilometri verso i primi campi di arance.
Giuseppe Pugliese, animatore dell`Osservatorio Migranti, ci accoglie a bordo della sua Audi, un`auto di valore. Tutti conoscono lui e la sua automobile. La station wagon serve per trasportare materiale e cibo per tutti i lavoratori africani. Il percorso tra gli aranceti ci porta a una capanna di pietra. Diroccata. Il suono di un generatore elettrico si confonde con le emissioni di Radio France Internationale. Una dozzina di occupanti - ghanesi e senegalesi - vive qui, senza acqua corrente. Quando la nuova stagione riprenderà, saranno fino a trenta o quaranta persone ad adattarsi in questo posto.
Bob, Mansour, Abraham e Abdelkader sono concordi: 'Siamo qui per lavorare, punto. Non capiamo perché siamo trattati in questo modo. Per ora, preferiamo tenerci a distanza dai rosarnesi. E` più sicuro. In città, anche se è più tranquilla rispetto a prima, alcuni giovani continuano a insultarci. Minacciano di rubare i nostri soldi.` La Commissione Straordinaria guidata da Domenico Bagnato parla di quattrocento lavoratori presenti a Rosarno e dintorni dopo i 'fatti` (il sette per cento vive a Gioia Tauro e il quattro a Rizziconi). Ha promesso la pronta rinascita di una nuova Rosarno e lo sviluppo di due progetti pensati per costruire il "ponte" tra immigrati e popolazione locale.
In un ex cementificio confiscato al clan Bellocco (una delle principali famiglie della `ndrangheta di Rosarno) è stata annunciata la rapida apertura di un centro di accoglienza e formazione per i lavoratori del settore agricolo. Dovrebbero esserci circa centocinquanta posti, ma solo per i regolari. E dovrebbe essere avviato un "laboratorio artigianale` presso i locali del vecchio cinema Argo, per fornire uno spazio d`incontro tra nativi e stranieri.
Nei prossimi mesi, Giuseppe Pugliese si prepara a percorrere le strade di Rosarno e i campi d`arance circostanti. E` senza dubbio quello che succederà con l`arrivo della nuova stagione. "Che cosa cambierà? Niente per gli africani`, dice con collera fatalista. 'Torneranno ancora una volta perché abbiamo bisogno di loro. La polizia cercherà di risolvere il problema bloccandoli prima del loro arrivo per evitare di attirare troppo l`attenzione dei media. Ma tutto continuerà qui e altrove."
E poi: "La politica del governo Berlusconi, condotta sotto l`influenza della Lega Nord, vuole contrapporre i bravi immigrati regolari a quelli senza documenti. E` il massimo dell`ipocrisia. Nel nostro sistema marcio molti si arricchiscono, ma grazie a questa situazione`.
Seduto comodamente nella sua sedia di vimini recuperata in un cassonetto vicino, Abraham conclude: "In questa città, volevano braccia. Hanno trovato gli uomini. "