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Campania. Emergenza permanente e tecnica dello scempio - www.terrelibere.org
  
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notizie La spazzatura e il governo
Campania. Emergenza permanente e tecnica dello scempio
terrelibere.org - autore dell"articolo < Contatta Left Avvenimenti 30 ottobre 2010 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 1396 volte
Bertolaso continua a ripetere che le discariche del napoletano sono a norma. È vero, ma si riferisce alle norme fatte da lui. Ecco come il governo ha derogato le leggi per gestire e non risolvere l’emergenza `monnezza`. I nomi dei responsabili e degli uomini fidati del capo della Protezione Civile. Il sistema di gestione dell`emergenza permanente.
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La discarica di cava Vitiello è contenuta in una legge dello Stato», ripetono il governo, Guido Bertolaso, i dirigenti delle forze dell`ordine che la scorsa settimana hanno imposto con la violenza il passaggio degli autocompattatori diretti alla discarica Sari di Terzigno. E la legge, dicono, va fatta rispettare. La legge in questione è la 123 del 2008, ossia la conversione del decreto 90 del 2008 recante 'Misure straordinarie per fronteggiare l`emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile`. È il decreto varato nel primo Consiglio dei ministri dell`attuale governo Berlusconi, che nomina Guido Bertolaso commissario straordinario.

Ed è un decreto la cui sostanza è un lasciapassare alla violazione della legge. Ha permesso per due anni – e permette tuttora secondo il governo - alla Protezione civile di sospendere l`applicazione di molte importanti leggi dello Stato. A rileggerlo, alla luce di quanto avvenuto in questi giorni, si ha la sensazione di trovarsi in un mondo al contrario, dove chi protesta contro lo Stato chiede solo e semplicemente il rispetto della legge, e le forze dell`ordine arrivano sul territorio come fossero scagnozzi armati di un boss, per permettere allo Stato di versare rifiuti dove e come li versava in questi territori la camorra. È la stessa logica che la Protezione civile ha applicato in questi anni nei grandi eventi, quelli della 'cricca` smascherata dalla magistratura, o sul terremoto de L`Aquila.

Leggi sospese e superpoteri all`uomo della provvidenza. Che incurante di inchieste giudiziarie e ombre, torna in Campania come salvatore della patria. Portando con sé anche alcuni uomini che furono al suo fianco nei più 'chiacchierati` affari della Protezione civile: le new town de L`Aquila e il G8 della Maddalena. Solo che in questo caso si rischia di avvelenare un`intera regione, un parco naturale, zone densamente abitate. Lo Stato avvelena come faceva la camorra. Lo Stato sospende l`applicazione delle leggi, proprio come ha sempre fatto l`antistato della criminalità organizzata. Chi a Boscoreale, la scorsa settimana, ha bruciato una bandiera italiana suscitando lo sdegno dei telegiornali di regime, non ha fatto altro che dare sostanza a quanto avviene da anni in Campania.

DEROGHE

Il decreto 90 del 2008, all`articolo 18, contiene un lungo elenco di 43 leggi e decreti regionali e nazionali la cui applicazione è sospesa. Elenco che vale - dice il decreto - «in via non esclusiva». Poiché «il Sottosegretario di Stato (cioè Bertolaso, ndr) e i capi missione sono autorizzati a derogare alle specifiche disposizioni in materia ambientale, igienico sanitaria, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali». Nel lungo elenco saltano la legge Bucalossi sull`edificabilità dei suoli; i poteri assegnati nel lontano 1977 agli enti locali (dpr 6161/1977); la legge Galasso, che nel 1985 introduce nell`ordinamento italiano i vincoli paesaggistici e include tra questi «i parchi e le riserve nazionali o regionali».

Buona parte delle dieci discariche previste dal decreto 90 si trovano infatti in zone sottoposte a vincoli naturalistici. Il decreto quindi si premura di tagliare con un colpo d`accetta buona parte della legge quadro sulle aree protette (394/1991) compreso l`articolo 3 che vieta «qualsiasi mutamento dell`utilizzazione dei terreni e quant`altro possa incidere sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici, idraulici e idrogeotermici e sulle finalità istitutive delle aree protette». Vengono sospesi i regolamenti degli Enti parchi con tutte le loro prescrizioni e l`obbligo di chiedere loro i nulla osta per ogni intervento. Salta anche la legge quadro sulle aree protette, del 1991, e il dpr del 5 giugno 1995 che istituisce il Parco nazionale del Vesuvio, il quale all`articolo 4 vieta «l`apertura di nuove miniere e discariche per rifiuti solidi urbani ed inerti».

Poi viene cancellato ogni controllo sulle decisioni del supercommissario: con la deroga alla legge 481 del 1995 s`imbavagliano le authority che sorvegliano i servizi di pubblica utilità. Viene sospesa la legge sulla trasparenza (n. 241/90) che sancisce il diritto di accesso agli atti della pubblica amministrazione. Sospensione che si somma con l`apposizione del marchio di «sito di interesse strategico militare» in tutte le discariche e sull`inceneritore di Acerra. Ai siti non possono accedere neanche i sindaci. Cancellate con un colpo di penna le più importanti norme in tema di salute e ambiente, gran parte delle quali nascono come applicazione di precise direttive dell`Unione europea. Il decreto legislativo del 13 gennaio 2003, n. 36, applicativo della legge Ronchi sui rifiuti, ad esempio.

Compreso l`articolo 7, il quale recita: «I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento (…). Nelle discariche per rifiuti non pericolosi possono essere ammessi i seguenti tipi di rifiuti: rifiuti urbani, rifiuti non pericolosi che soddisfino i criteri di ammissione previsti dalla normativa vigente». Cancellato anche il decreto del ministero dell`Ambiente del 3 agosto 2005 recante «criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica», compreso l`obbligo per i gestori della discarica stessa di «sottoporre ogni carico di rifiuti a ispezione prima e dopo lo scarico e controllare la documentazione attestante che il rifiuto è conforme ai criteri di ammissibilità» (articolo 4); e l`articolo 6 che impone, per i rifiuti conferiti in discarica, «una concentrazione di sostanza secca non inferiore al 25 per cento».

E ancora, spariscono le «norme in materia ambientale» (decreto legislativo 152/2006), compreso l`articolo 178 («i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell`uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all`ambiente»); il 182 («lo smaltimento dei rifiuti è effettuato in condizioni di sicurezza e costituisce la fase residuale della gestione dei rifiuti») e il 208 che impone l`autorizzazione della Regione per la costruzione di nuove discariche.

Saltano poi il Codice dei beni culturali e del paesaggio, compreso l`articolo 20, il quale prevede che «i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati o danneggiati», e il decreto 81 del 2008 su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nella parte che specifica gli «obblighi dei datori di lavoro». Nelle dieci discariche previste dal decreto, inoltre, è indicato «alla stregua delle previsioni derogatorie» che si possano smaltire rifiuti caratterizzati da alcuni codici europei di identificazione dei rifiuti. Val la pena controllarli sul formulario: tra quelli non pericolosi ci sono: 19.12.12 (altri rifiuti derivanti dal trattamento meccanico), 19.05.01 (parte di rifiuti urbani e simili non compostata), 19.05.03 (compost fuori specifica), 20.03.01 (rifiuti urbani non differenziati), 19.01.12 (ceneri pesanti e scorie), 19.01.14 (ceneri leggere), 19.02.06 (fanghi prodotti da trattamenti chimico- fisici). Poi quelli 'pericolosi`: 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose), 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose), 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti sostanze pericolose), 19.12.11 (altri rifiuti compresi materiali misti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose).I rifiuti 19.01.12 sono tra quelli prodotti dai camini dell`inceneritore di Acerra. Voi, se abitaste a Terzigno o a Boscoreale, o a Savignano Irpino, a Santa Maria La Fossa, a Serre, davanti agli splendidi panorami di valle della Masseria o Macchia Soprana, vi sentireste sicuri?

tag Tag: ambiente
Formato per la citazione:
Manuele Bonaccorsi, "Campania. Emergenza permanente e tecnica dello scempio", Left Avvenimenti terrelibere.org, 30 ottobre 2010, http://www.terrelibere.org/campania-emergenza-permanente-e-tecnica-dello-scempio
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