Gli africani scioperano contro lo sfruttamento del lavoro. I giornalisti quando?

Alle rotonde di Castel Volturno e dintorni, dove ogni mattina all’alba si recluta manodopera in nero, gli africani ci hanno messo la faccia contro il lavoro nero e il caporalato. `Kalifoo Ground Strike` il nome dell`iniziativa. `OGGI NON LAVORO PER MENO DI 50 EURO`, c`era scritto sui loro cartelli.

CASTEL VOLTURNO (CE) – Di regola i giovani giornalisti freelance, quelli che vi raccontano le notizie da cani sciolti, liberi, senza editori nè padroni, vengono pagati molto meno di un bracciante agricolo, meno degli sfruttati di cui raccontano le storie. Chi vi ha raccontato l’onda verde in Iran? Chi vi ha raccontato Rosarno? Chi ha rischiato per portare fuori da Gaza le immagini delle distruzioni che altrimenti non avreste mai visto?

Chi conosce l’Italia vera, quella di chi non arriva a fine mese, di chi lotta per i diritti, di chi non si arrende? I freelance. Ormai il giornalismo ‘sul campo’ nel nostro paese si fa fuori dalle redazioni, senza contratto, senza sicurezza, senza garanzie.

Ma questo, cari lettori, voi non lo sapete. Come non sapete che un giornalista freelance, con le spese interamente a suo carico, può arrivare a essere pagato 4 centesimi al rigo, 3 euro, 5, 10 euro ad articolo. Che esistono giornali che si rifiutano di impegnarsi a pagare i collaboratori due volte l’anno. Gli stessi giornali incassano con la pubblicità e con i contributi pubblici, ma restano sacche di potere appannaggio di una vecchia casta. Per tutelare la libertà di stampa, tuteliamo i freelance, quelli che le notizie le vanno a trovare e verificare per davvero.

 

Copyright Raffaella Cosentino

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