A un anno dalla frana di Giampilieri che causò 37 morti, la rete No Ponte chiede di spostare i fondi pubblici destianti alla costruzione del Ponte. Adesioni da tutta Italia, proteste comuni con No Tav e No tunnel. La mobilitazione sbarca a Roma
MESSINA – 'I soldi del Ponte per la messa in sicurezza del territorio` è lo slogan della manifestazione No Ponte prevista per sabato 2 ottobre a Messina, in occasione dell`anniversario della frana di Giampilieri che causò 37 morti. Il premier Berlusconi ha detto in aula a Montecitorio che il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto sarà pronto a dicembre. Ma sulla sponda siciliana la mobilitazione è cresciuta durante l`estate, in concomitanza con l`avvio delle trivellazioni, partite a giugno, per sondare il terreno su cui dovrebbero sorgere le basi del ponte.
Sono sondaggi ad azoto liquido e carotaggi costati milioni di euro, denunciano i No Ponte attraverso una mobilitazione che negli ultimi mesi è andata crescendo. La rete ha aggregato il malcontento dei cittadini di Torre Faro e Capo Peloro, l`estrema punta nord della Sicilia su cui sorge un quartiere di Messina densamente popolato dove le case rischiano l`esproprio per fare spazio alla base del pilastro siciliano. Un corteo contro le trivelle a Torre Faro ha visto sfilare circa 4mila partecipanti.
Un`altra mobilitazione ha portato ad unire le richieste dei No Ponte con quelle dei precari della scuola, giunti da tutto il Sud per manifestare a Messina con il blocco dello Stretto. Poche settimane fa, i manifestanti hanno occupato i binari e protestato anche all`imbarco dei traghetti. A fare confluire i due movimenti è l`idea comune che i soldi pubblici per il Ponte vengano sottratti ai servizi essenziali, come la sanità, la scuola e la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico.
Si è svolto il 28 settembre a Giampilieri un incontro organizzato dalla testata giornalistica 'Tempostretto` sui lavori nelle zone colpite dalle frane il 1 ottobre 2009, alla presenza dell`ing. capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, del capo della Protezione Civile per Messina Bruno Manfrè e dei tecnici del Comune e della Provincia, che hanno descritto gli interventi fin qui messi in opera. Secondo quanto afferma la rete No Ponte 'per completare gli interventi occorrerebbero altri 170 milioni (oltre i 120 già spesi, di cui l`80% circa per le opere sul territorio e il 20% per i rimborsi)`. I manifestanti affermano quindi che 'non si può parlare, allo stato attuale, di una situazione di sicurezza`.
Tantissime le adesioni per la manifestazione di sabato da parte di associazioni e sindacati, tra cui la Cgil Sicilia e Calabria, con autobus organizzati da tutta la Sicilia e da tutta Italia. Con un documento condiviso, Rete No Ponte, No Tav Val di Susa e NoTunnelTav Firenze uniscono le manifestazioni che si svolgeranno a Messina, Firenze e Val di Susa nei prossimi giorni. La mobilitazione varca lo Stretto e arriva fino alla capitale con due giorni, oggi e domani, all`insegna dello slogan 'Contro il Ponte ci metto la faccia`. Protagonisti dell`iniziativa sono gli attivisti dell`associazione antimafie daSud Onlus che a luglio srotolarono uno striscione contro il ponte dalla scalinata di Piazza di Spagna.
'Perché questo Ponte non passi sulle nostre teste, mettiamoci la faccia. Realizziamo insieme un video: raccogliamo le voci della strada in presa diretta, il parere della gente della città, di chi ha qualcosa da dire sul futuro del Sud e del Paese` scrivono gli organizzatori del video box in cui registrare il proprio messaggio di rifiuto del Ponte. Per raccogliere facce e opinioni No Ponte, una telecamera itinerante è andata in giro per le strade di Roma. 'Un coro di voci che si unirà al corteo del 2 ottobre a Messina. E che diventerà un pezzo della campagna per la messa in sicurezza del territorio` si legge in una nota.