Un appello di Alex Zanotelli e dei comboniani all’ambasciatrice sudafricana in Italia per denunciare la repressione nelle baraccopoli e chiedere la liberazione degli attivisti arrestati 9 mesi fa.
Roma – Un appello inviato all`ambasciatrice sudafricana in Italia, che come primo firmatario Alex Zanotelli, denuncia la repressione del dissenso in Sud Africa in occasione della Coppa del Mondo di Calcio. Una raccolta di adesioni è stata diffusa attraverso la testata 'Carta`, promossa da associazioni e movimenti di base come i missionari comboniani per chiedere più diritti per i poveri del nuovo Sud Africa.
'Siamo preoccupati per il trattamento subito dagli abitanti delle baraccopoli e dai venditori di strada in occasione della Coppa del mondo` si legge nel testo indirizzato all`ambasciatrice Thenjiwe Mtintso. 'Gli abitanti delle baraccopoli vengono forzatamente sfrattati e fatti vivere in transit camps, mentre ai venditori di strada è stato proibito di vendere la propria merce durante tutta la durata della Coppa del mondo – scrivono gli attivisti - la Coppa del mondo è divenuta l`occasione per ristrutturare le città secondo criteri che favoriscono solo le élite. I poveri vengono spinti fuori, lontani dagli occhi dei turisti e dei giornalisti`.
Secondo quanto riportato nell`appello e denunciato dal movimento dei baraccati sudafricani Abahlali baseMjondolo, 'le misure di sicurezza adottate in occasione dei Mondiali limitano fortemente il diritto dei cittadini a esprimere democraticamente il dissenso rispetto a questo stato di cose`. La lettera aperta segue il ciclo di incontri 'Mondiali al contrario` che ha portato degli esponenti del movimento dei baraccati in Italia fino al 31 maggio scorso, quando una delegazione è stata ricevuta all`ambasciata sudafricana a Roma.
Associazioni, Ong, osservatori e documentaristi fanno una serie di richieste alle Autorità sudafricane, tramite l`ambasciata in Italia. Chiedono che il Presidente Jacob Zuma risponda alle richieste di Abahlali baseMjondolo; l`abolizione dei 'transit camps` e una commissione indipendente per indagare sui fatti avvenuti a Kennedy Road nel settembre 2009. Lo scorso autunno, si è verificata una violenta repressione nella baraccopoli di Kennedy Road a Durban. Un raid di decine di persone armate ha causato alcuni morti, la distruzione di case e beni dei membri di Abahlali e la fuga di molti di loro per sottrarsi alle violenze.
'Ciò nonostante, sono state arrestate 13 persone tra quelle che avevano subito l`attacco – si legge nell`appello – Abahlali baseMjondolo e molti osservatori tra cui leader religiosi, associazioni, ONG, accademici e semplici cittadini denunciano il ruolo ambiguo svolto dalla polizia locale e dai dirigenti locali dell`African National Congress (ANC)`. I movimenti chiedono anche il rilascio di Khaliphile Jali, Stutu Koyi, Zandisile Ngutshana, Siyabulela Mambi e Samukeliso Mkhokhelwa, 5 persone ancora detenute a Westville a seguito dell`attacco a Kennedy Road e non ancora informate, dopo 9 mesi, sulle motivazioni della loro incarcerazione.