Stretto di Messina, il diritto alla mobilità non è uguale per tutti

- Al Presidente del Consiglio dei Ministri -Ministro Infrastrutture e Trasporti 

-Ministro dell’Economia 

-Ministro Attività Produttive 

-Presidente Regione Siciliana 

-Sindaco di Messina

La Costituzione Italiana garantisce “L’obbligo del mantenimento della continuità territoriale dello Stato”, che F.S è chiamata ad assicurare dal rispetto del contratto di servizio, e che  in questi giorni è messo seriamente in discussione attraverso il taglio di treni e navi attuato arbitrariamente dalla stessa azienda.

Tema, questo discusso con l’intera compagine politica provinciale (Sindaco e Presidente della Provincia) e regionale (commissione trasporti, Presidente della Regione Sicilia) dalla quale la solidarietà profusa non paragonabile a nessuna altra vertenza non ha avuto alcun seguito nei fatti ma solo propaganda sui giornali per le loro lotte trasversali . Solo il Prefetto di Messina dopo aver ricevuto la delegazione sindacale messinese ha inoltrato agli organi istituzionali preposti una richiesta d’intervento serio e completo per evitare la dismissione con conseguente limitazione della mobilità dei cittadini siciliani.

Tra dieci giorni FS tenta  di chiudere definitivamente la partita dello Stretto, non avendo alcuno scrupolo di non consentire di poter prenotare sui treni a lunga percorrenza per l’esodo estivo, respingendo le prenotazioni su alcuni treni in modo da poter giustificare un ulteriore ridimensionamento dell’offerta ferroviaria, da e per la Sicilia, dichiarando anche l’intenzione di creare un’apposita bad company per far apparire in ultimo sempre più superfluo ed ingiustificato lo stesso traghettamento.

Un drammatico e studiato stratagemma che non risparmia niente e nessuno e che vede, nei piani di FS, la sottrazione dell’intero servizio merci unita alla paventata ed ulteriore decurtazione dei treni notte, già ridotti del 40% negli ultimi tre anni. relegando questo territorio ad un limitato trasporto regionale sconnesso dal resto del Paese.

Le immediate e pesanti ricadute di questa inaccettabile strategia sull’intera economia regionale, e specificamente su quella messinese, che l’intera popolazione percepirà in maniera pesante soprattutto nel periodo estivo, trovandosi “incolonnata” nell’intento di attraversare la città, sono la sottrazione del fondamentale e garantito diritto alla mobilità per le persone, l’aumento delle difficoltà per tutti coloro che vivono studiano e lavorano nell’area integrata dello Stretto, il ridimensionamento delle opportunità di trasporto delle merci e l’aumento dei costi per le aziende, l’aumento dei disagi per le fasce sociali più deboli che non potranno logicamente accedere ad alcun servizio sostitutivo, ed il drastico ed ingiustificato taglio dei posti di lavoro stabile e precario, sia diretto che indotto.

Riteniamo che le decisioni di FS oltre ad essere inaccetabili, contrastino con le specifiche norme che regolano gli obblighi del diritto alla mobilità  di persone e merci universalmente riconosciuto, dal trattato di Amsterdam, esproprino il Governo dello specifico diritto alla programmazione sui trasporti, mortifichino le istituzioni regionali e gli enti locali sottraendo loro uno strumento fondamentale per il rilancio dell’economia, pregiudichino irreversibilmente il futuro e le speranze di lavoro in una terra già martoriata ed attraversata da una crisi senza precedenti.

Ricordiamo a tutti che il ponte non si costruirà domani, dunque la domanda nasce spontanea, nel frattempo come si sposteranno i siciliani? E soprattutto,  all’indomani della sua  costruzione,  cosa collegherà?

Pretendiamo, che i destinatari prendano posizione per coinvolgere il governo nazionale al fine di interrompere immediatamente le procedure attuate unilateralmente da FS e la convocazione di un tavolo permanente sulla mobilità per definire obiettivi,tempi e risorse per il completo e definitivo ripristino dei servizi di trasporto ferroviario da e per la Sicilia, che contempli la ristrutturazione della flotta pubblica. Preannunciando una serie d’iniziative di lotta con sensibilizzazione dei cittadini tramite firma di una petizione  in appositi gazebo.