CAMPAGNE Ponte sullo Stretto :: Attilio Manca :: Sos Rosarno MOBILE Il sito per cellulari e la nuova App per Android Novità! Servizi per l'editoria digitale
 .
LIBRERIA
Pacifisti. Ecco dove siamo Luca Kocci
Pacifisti. Ecco dove siamo
2001-2011. Dieci anni di attivismo per la pace...
4.5 €
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione Antonello Mangano
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione
E, probabilmente, anche l`Italia...
8 €, spese di spedizione incluse
Sì alla lupara, no al cous cous Antonello Mangano
Sì alla lupara, no al cous cous
Mentre la Lega vietava il kebab, la `ndrangheta si mangiava la Padania...
8 €, spese di spedizione incluse
L’enigma di Attilio Manca Joan Queralt
L’enigma di Attilio Manca
Verità e giustizia nell’isola di Cosa Nostra...
13 €, spese di spedizione incluse
Quell’africana  che non parla neanche bene l’italiano Alberto Mossino
Quell’africana che non parla neanche bene l’italiano
...
10 €, spese di spedizione incluse
Ponte sullo Stretto e mucche da mungere Luigi Sturniolo
Ponte sullo Stretto e mucche da mungere
Grandi infrastrutture, servizi pubblici e bolle speculative...
8 €, spese di spedizione incluse
Inchieste Rosarno - Tunisia - Giornalisti sfruttati - Mineo - Lampedusa - Attilio Manca - Migranti e campagne - A3 - Ponte - Lega - CIE
RSSRSS Chi siamo Archivio Autori Corsi Campagne Mailing list Contatti
Fotostorie Video Infografiche Podcast Casa editrice Libreria Catalogo libri/eBook Presentazioni Recensioni
Il quindicesimo anniversario del genocidio in Ruanda - www.terrelibere.org
  
         Ascolta con webReader
  
rassegna web Il dovere della memoria
Il quindicesimo anniversario del genocidio in Ruanda
terrelibere.org - autore dell"articolo www.benerwanda.org 26 aprile 2009 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 6007 volte
Quindici anni fa si compiva nel cuore dell`Africa il terzo genocidio del Novecento, dopo quello di armeni ed ebrei. Emmanuel Murangira, il guardiano delle ossa di Murambi, la scuola dove, il 21 aprile del 1994, furono massacrati 50.000 ruandesi, racconta la sua drammatica esperienza di sopravvissuto a quel massacro accusando gli assassini e denunciando le responsabilità dell’Occidente
Archivio per il tag

Massacro a Murambi, raccontato da Emmanuel Mugenzira

Mi chiamo Emmanuel Mugenzira. Sono nato qui a Gikongoro nel 1957, nel distretto di Nyamigabe. La mia famiglia è morta qui nel sito del Murambi memorial – mia moglie, i miei cinque bambini, due maschi e tre femmine – sono tutti morti qui. Il più grande aveva solo 13 anni. Non riesco a parlare di loro.

Prima della guerra ero un agricoltore e successivamente ho avuto un lavoro all`ufficio provinciale. Ma fui licenziato dal Sindaco – per via del mio gruppo etnico. Sono ritornato a coltivare, ma non passò molto tempo che la guerra ebbe inizio e cominciarono ad uccidere la gente.

Il modo in cui la guerra prese piede fu il risultato del cattivo governo del Presidente Habyarimana. Prima di allora, la gente viveva felicemente insieme, ma poi gli furono insegnate cose negative – che i Tutsi erano 'scarafaggi` e una cattiva tribù. Dopo che l`aeroplano di Habyarimana fu abbattuto, furono organizzati immediatamente degli incontri dalle nostre autorità locali, e gli Interahamwe e i soldati cominciarono a venire verso le colline, bruciando case, prendendo il bestiame e uccidendo la gente.

L`8 aprile, fuggimmo a rifugiarci nella parrocchia di Gikongoro dove vivevamo. Al 16 di aprile molta gente si era radunata là e qualcuno era rimasto fuori, sotto la pioggia. Il Sindaco della nostra provincia Laurent Ukibaruta, il Capitano Seduhura, il Sindaco Semakwavu del nostro distretto e il direttore della piantagione di thé a Mata, il signor Kamodoka, tennero un incontro con tutti i sindaci e i consiglieri e ci dissero di andare nella scuola di Murambi. Lo facemmo e arrivammo il 16 aprile. La vita lì era dura perché avevano tagliato i tubi dell`acqua. Ci diedero quattro gendarmi per proteggerci, ma il 17 aprile non li vedemmo mai più. Invece, cominciammo ad essere attaccati il 18 aprile. Combattemmo contro gli attaccanti usando pietre e molte persone morirono durante la battaglia. Noi usavamo le pietre, loro i fucili, ma alla fine desistettero perché non riuscivano sconfiggerci.

Il 19 e 20 aprile, combattemmo contro quelli che cercavano di infiltrarsi. Poi il 21 aprile, alle 3 di notte, arrivò un camion pieno di milizia e soldati. Scesero al posto di blocco, circondarono l`area e cominciarono a sparare. Quelli che cercavano di scappare vennero colpiti. Tutto questo continuò. Fui colpito alla testa; fui spogliato e lasciato là perché pensavano che fossi morto.

Dopo che se ne andarono, me ne andai nelle vicinanze della foresta di Nzega. Il giorno dopo, portarono trattori per seppellire i corpi e uccisero tutti quelli che ancora non erano morti. Li guardai seppellire la gente e quando capii che la mia famiglia era tutta morta, decisi di partire.

Camminavo di notte e mi riposavo di giorno finché arrivai in Burundi. Mi ci vollero tre giorni per arrivarci perché non c`era modo di poter circolare durante il giorno. Quando raggiunsi il confine, la mia testa era tumefatta e fui salvato dai soldati che trovai laggiù. Mi misero in un`auto e mi portarono all`ospedale di Kayanza. Avevo camminato per tutto il tempo, nudo, nel freddo e nella pioggia. Oltre alle mie ferite, avevo anche la malaria. Fui salvato soltanto da Dio. Rimasi in Burundi e alla fine ritornai in Ruanda coi profughi che erano fuggiti nel 1959.

All`inizio rimasi a Nyamata, ma poi tornai a Gikongoro per mostrare le fosse comuni perché la gente negava che ci fosse stato un massacro a Murambi. Venni qui e seppellii la gente con dignità. Ho tenuto duro, ma è difficile vivere in un posto dove hai perso l`intera famiglia. Ho mia moglie e i miei cinque bambini sepolti qui, la mia intera famiglia. Devono esserci 66-70.000 persone uccise qui, ma ne abbiamo esumate soltanto 20.000. Ho tenuto duro qui, vivendo una pessima vita. Abbiamo esumato i cadaveri che potete vedere qui a Murambi – ecco la vita che ho fatto per cinque anni

Ho resistito perché non c`e alternativa, ma è veramente duro e spaventoso per noi descrivere le cose a cui abbiamo assistito. Ho sentito inoltre il bisogno di prendermi cura della mia famiglia finché non sarà sepolta, così la proteggo. E ci sono persone che hanno bisogno di sapere cosa è successo qui a Murambi e io glielo spiego.

Per il futuro del Ruanda, vedo che le cose vanno bene, anche se ci sono ancora persone con dei cuori così bestiali, persone che hanno ucciso. Puoi scommetterci che lo farebbero ancora, ma sono spaventati dalle autorità che sono ora al governo.

Anche se la Gacaca (tribunali popolari, ndr) è stata istituita, non posso dire cosa accadrà. Ci sono cose che mi lasciano perplesso ad ogni modo. Ci sono persone che hanno commesso il genocidio e sono coinvolte nella Gacaca, così non so come possano concludere alcuni casi. Penso che potrebbero insabbiare alcune cose, perché quelle persone potrebbero essere accusate anche loro. Forse da qualche altra parte va bene, ma non qui a Gikongoro.

La riconciliazione non è un problema. Il problema è che quelli che hanno ucciso, mangiato il nostro bestiame e rubato le nostre cose non si avvicinano a noi per comunicare. Loro fuggono via da noi, così non so come possiamo perdonare quando non c`è stata alcuna forma di comunicazione tra di noi. Ci sono un sacco di persone come queste che ti guardano e che avrebbero preferito che tu fossi morto.

Approfondimento: Ibuka, il dovere della memoria

tag Tag: ruanda africa
Formato per la citazione:
, "Il quindicesimo anniversario del genocidio in Ruanda", www.benerwanda.org terrelibere.org, 26 aprile 2009, http://www.terrelibere.org/il-quindicesimo-anniversario-del-genocidio-in-ruanda
Voi fare pubblicità qui? Contattaci
Articoli collegati
15 aprile 2012
Rwanda. La donna che cerca un paese per dormire
Yolande Mukagasana è una scrittrice ruandese, una sopravissuta. Il suo libro si ...
26 aprile 2009
Il quindicesimo anniversario del genocidio in Ruanda





Inizio pagina
Home page  |  Mobile  |  Corsi  |  Video  |  Autori  |  Archivio  |  Mailing list  |  Contatti
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com