CAMPAGNE Ponte sullo Stretto :: Attilio Manca :: Sos Rosarno MOBILE Il sito per cellulari e la nuova App per Android Novità! Servizi per l'editoria digitale
 .
LIBRERIA
Pacifisti. Ecco dove siamo Luca Kocci
Pacifisti. Ecco dove siamo
2001-2011. Dieci anni di attivismo per la pace...
4.5 €
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione Antonello Mangano
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione
E, probabilmente, anche l`Italia...
8 €, spese di spedizione incluse
Sì alla lupara, no al cous cous Antonello Mangano
Sì alla lupara, no al cous cous
Mentre la Lega vietava il kebab, la `ndrangheta si mangiava la Padania...
8 €, spese di spedizione incluse
L’enigma di Attilio Manca Joan Queralt
L’enigma di Attilio Manca
Verità e giustizia nell’isola di Cosa Nostra...
13 €, spese di spedizione incluse
Quell’africana  che non parla neanche bene l’italiano Alberto Mossino
Quell’africana che non parla neanche bene l’italiano
...
10 €, spese di spedizione incluse
Ponte sullo Stretto e mucche da mungere Luigi Sturniolo
Ponte sullo Stretto e mucche da mungere
Grandi infrastrutture, servizi pubblici e bolle speculative...
8 €, spese di spedizione incluse
Inchieste Rosarno - Tunisia - Giornalisti sfruttati - Mineo - Lampedusa - Attilio Manca - Migranti e campagne - A3 - Ponte - Lega - CIE
RSSRSS Chi siamo Archivio Autori Corsi Campagne Mailing list Contatti
Fotostorie Video Infografiche Podcast Casa editrice Libreria Catalogo libri/eBook Presentazioni Recensioni
Viaggio tra i braccianti immigrati nelle campagne di Foggia - www.terrelibere.org
  
         Ascolta con webReader
  
notizie Reportage
Viaggio tra i braccianti immigrati nelle campagne di Foggia
terrelibere.org - autore dell"articolo < Contatta http://www.fortresseurope.blogspot.com/ 04 settembre 2008 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 8221 volte
Per tanti l`estate è la stagione delle spiagge, per i migranti - schiavi è il periodo della raccolta di pomodori. Nelle campagne del foggiano si lavora sotto il sole per 20 euro al giorno. Condizioni igieniche inumane, uno stato di segregazione sociale totale. E` da questo incubo che vengono i pelati che tutti consumiamo e che condiranno il più famoso piatto italiano. E la stagione proseguirà nei prossimi mesi: da settembre per la vendemmia, da novembre la raccolta degli agrumi. Identiche condizioni di sfruttamento selvaggio, identica tariffa base...
Il libro: Voi li chiamate clandestini
IL LIBRO
Voi li chiamate clandestini
Come viene prodotto il cibo che state mangiando?

FOGGIA - A Verona lavorava come addetta alle pulizie, in una libreria. Poi l`incidente in auto, il femore rotto, la lunga degenza. E l`inizio di quella lenta discesa che dal ricco nord l`ha portata nelle campagne foggiane, in mezzo ai nuovi schiavi che alle prime luci dell`alba ogni mattino vanno a cercare lavoro nei campi per 20-25 euro al giorno. Nella masseria occupata dove vivono una trentina di nigeriani, in mezzo a una distesa piatta di piantagioni di pomodori e campi appena arati, la chiamano mommy, mamma. Avrà una cinquantina d`anni. Nel femore ha ancora i ferri dell`operazione. Vive in Italia da diciassette anni. L`incidente le ha fatto perdere il lavoro. E senza lavoro non ha potuto rinnovare il permesso di soggiorno. Adesso, con un decreto di espulsione alle spalle, è tagliata fuori dai giochi.

Materassi in una stanza di una masseria abbandonataFoggia dista meno di 20 chilometri, ma è un altro mondo quello dove vivono i braccianti senza documenti. Un mondo di sfruttamento sul luogo di lavoro, di miseria nella vita quotidiana, e di segregazione nella vita sociale. Nella masserie occupate spesso non c`è elettricità, né ci sono bagni. La Regione ha finalmente montato le cisterne per l`acqua potabile, ma spesso si debbono percorrere chilometri a piedi con le taniche sulle spalle per raggiungerle. C. mi accompagna al piano di sopra della masseria dei nigeriani. È togolese ma vive con loro. In una stanza di pochi metri quadrati conto cinque materassi a una piazza e un matrimoniale. Alcuni buttati per terra, altri sulle reti. Alcuni dormono fuori. In una stanza al pian terreno, una vecchia cucina a gas serve a preparare il riso ogni sera. C. ha trent`anni. In Italia è arrivato otto anni fa, nel 2000. Sbarcò a Lampedusa e chiese asilo politico.

L`asilo non gli è mai stato riconosciuto. C`è un ricorso pendente presso la Commissione stralcio a Roma, ma otto anni non sono stati sufficienti a chiarire il suo caso. Fino al 2004 ha lavorato a Varese in un`azienda di montaggio di piscine prefabbricate. Aveva registrato il contratto con il permesso di soggiorno di un amico che gli somigliava. Poi i primi controlli, e l`ordine di espulsione. A Foggia vive dal 2005. Ma dall`Italia se ne vuole andare. "Com`è possibile vivere in queste condizioni e lavorare dieci ore al giorno nei campi per 25 euro! In Italia ci sono ancora gli schiavi!`. In Togo gli è rimasta soltanto la madre. Il padre è stato ucciso, durante la dittatura del vecchio presidente Eyadema, prima che partisse.

T. invece al ghetto ci è arrivato una settimana fa. Il 28 luglio. È uno dei 100 nigeriani che sbarcarono a Lampedusa alla fine di maggio e vennero trasferiti direttamente nel centro di identificazione e espulsione di Bari Palese, senza la possibilità di chiedere asilo politico. Dal Cie è uscito il 28 luglio. Qui ce l`ha portato il passaparola. Ma del bracciante non ha niente. Sulle palme delle sue mani non ci sono calli e gli occhiali da vista gli danno un`aria troppo seria. T. dice che in Nigeria lavorava come cameraman alla televisione NTA a Benin City. In Italia invece dovrà imparare a raccogliere pomodori. Non ha altra scelta. Gli servono soldi per proseguire il viaggio verso nord, dove magari troverà qualche lavoro in nero.

Cucina utilizzata dai braccianti in una masseria abbandonataE dal nord invece c`è chi scende ogni estate per raccogliere i pomodori. Sono soprattutto senegalesi, che per un mese l`anno, approfittando della chiusura delle fabbriche, vengono ad arrotondare lo stipendio. Ma sono davvero pochi. La maggior parte di chi vive, lavora e si ammala nelle campagne foggiane, non ha un permesso di soggiorno. Ci sono potenziali rifugiati politici, persone bisognose di cura, uomini di cultura. Non hanno altra opzione. E intanto il governo, come ogni anno, annuncia che sta lavorando a un decreto flussi per l`ingresso di lavoratori stranieri. Quest`anno saranno 170.000 i visti rilasciati dalle nostre ambasciate. Poco importa se almeno il doppio già vivono e lavorano in Italia, schiavizzati nelle campagne foggiane piuttosto che nei cantieri edili romani. Probabilmente è più importante mantenere basso il prezzo del pomodoro.

tag Tag: migranti_lavoratori rosarno
Formato per la citazione:
Fortress Europe, " Viaggio tra i braccianti immigrati nelle campagne di Foggia ", http://www.fortresseurope.blogspot.com/ terrelibere.org, 04 settembre 2008, http://www.terrelibere.org/-viaggio-tra-i-braccianti-immigrati-nelle-campagne-di-foggia-
Voi fare pubblicità qui? Contattaci
Articoli collegati
24 marzo 2012
Da Salerno a Roma via Inghilterra. Il viaggio assurdo di un barattolo di pomodori
Perché un barattolo di pelati comprato nel centro di Roma riporta la scritta “Im...
25 marzo 2012
Dai campi della Puglia alla vostra tavola
Abbiamo seguito il percorso di un barattolo di pelati. Si inizia al confine tra ...
06 marzo 2012
Dai campi di Rosarno al bancone del tuo supermercato (infografica)
La filiera delle arance è un sistema a strati, dove il livello superiore scarica...
24 febbraio 2012
Vittoria, i lavoratori stranieri umiliati e offesi
13 febbraio 2012
La bas. Il rap dei raccoglitori di pomodoro
Nei casolari abbandonati di Boreano, nelle campagne del comune di Venosa, in Bas...
09 gennaio 2012
Schiavonea, le strade del caporalato
Il 60% delle clementine italiane si raccoglie nella Piana di Sibari, in provinci...
26 dicembre 2011
L`ingegnere e il caporale
Yvan è uno studente di ingegneria ed è venuto dal Camerun per frequentare una de...
06 dicembre 2011
Diecimila migranti nei campi, gli italiani incassano la disoccupazione
Nella Piana di Sibari si venera la Madonna nera. La chiamavano ‘dea degli schiav...





Inizio pagina
Home page  |  Mobile  |  Corsi  |  Video  |  Autori  |  Archivio  |  Mailing list  |  Contatti
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com