Quella cooperativa `rossa` che lega Sigonella al Ponte e alla TAV

 

Continua ad espandersi la base nucleare di Sigonella. Le forze armate USA assegnano un appalto multimilionario alla CMC – Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna: è il terzo consecutivo. Ma la CMC è la maggiore partner di Impregilo nel General Contractor per il Ponte sullo Stretto di Messina. La coop `rossa` partecipa poi ai lavori del megatunnel di Venaus, Val di Susa, nell`Alta Velocità ferroviaria Torino-Lione. L`ultima perla? Il chiacchierato Centro Agro Alimentare di Catania, a due passi da Sigonella.

Sigonella è sempre più Mega. La principale base aeronavale delle forze armate degli Stati Uniti nel Mediterraneo, a pochi chilometri dalla città di Catania, continua ad essere al centro di un vasto programma di potenziamento infrastrutturale. Dopo i Piani Mega I, II e III, è giunta l’ora del cosiddetto “Mega IV Multiple Buildings Naval Air Station”, che vede la realizzazione di una scuola situata all`interno della base NAS1 (la zona adibita principalmente a centro residenziale per i militari americani) e di altri sette edifici con varie destinazioni d`uso, prevalentemente uffici ed officine, nella base operativa di NAS 2 (lo scalo aeroportuale con gli hangar per cacciabombardieri e velivoli pattugliatori e i depositi di armi). I lavori per il nuovo progetto Mega IV si concluderanno nel gennaio 2008 e prevedono una spesa complessiva di 59,5 milioni di Euro. E come ormai avviene ininterrottamente da quasi un decennio, il Dipartimento della Marina USA ha assegnato la commessa ad una delle imprese leader della Lega delle Cooperative, la CMC (Cooperativa Muratori Cementisti) di Ravenna, oggi al centro delle cronache per essere divenuta una dei maggiori partner del colosso delle costruzioni Impregilo nei lavori per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e dell’Alta Velocità ferroviaria in mezza Italia. Oltre al Mega IV, nella base nucleare di Sigonella, la CMC di Ravenna sta portando a termine i lavori del Piano Mega III, finanziati cinque anni fa dal Department of the Navy – Engineering Field Activity Mediterranean del Governo degli Stati Uniti. Con il Mega III sono stati realizzati nelle due stazioni aeronavali NAS 1 e 2 strade, parcheggi, piazze, aree attrezzate a verde, sei edifici polifunzionali (un centro amministrativo; due “Community Building” con una clinica veterinaria, un ufficio postale, un centro giovanile, un’agenzia turistica e una libreria; una cappella pere le funzioni religiose; la nuova sede della centrale telefonica e degli uffici della sicurezza della Marina USA; una infrastruttura adibita a ristorante e club; una scuola materna ed asilo nido), un centro commerciale ed un complesso sportivo e ricreativo per le truppe USA. Ancora più sostanzioso il valore dell’appalto del penultimo piano di ampliamento di Sigonella: per il Mega III alla CMC sono andati infatti 76,3 milioni di Euro. Un ottantina di miliardi di vecchie lire erano invece finiti alla cooperativa ravennate nel 1996 per l’avvio del Piano Mega II (la realizzazione di alloggi per i sottufficiali americani ed altre sei palazzine adibite a uffici e centri operativi): in quell’occasione furono in molti ad interrogarsi sulla scelta delle forze armate USA di affidare i lavori all’interno della supersegreta base militare mediterranea alla cooperativa “rossa” che pure aveva offerto un miliardo in più della “concorrente” Impregilo.

 

“Lo status monopolista della CMC in tutti gli appalti di costruzione all’interno di Sigonella nell’ultima decade, testimonia che la cooperativa è tra gli strumenti più fedeli dei piani di guerra imperialista degli Stati Uniti nell’area mediterranea e mediorientale”, commentano i rappresentanti della Campagna per la smilitarizzazione della megabase siciliana. “Con l’aggravante che accanto a Sigonella la CMC ha messo le mani sul devastante programma delle Grandi Opere in Italia, prima fra tutte il Ponte sullo Stretto di Messina, di cui la cooperativa è General Contractor per una quota del 13% accanto alla capofila Impregilo. Ancora la CMC compare nel consorzio che dovrà realizzare la galleria di circa 10 chilometri a Venaus, in Val di Susa, nell’ambito dei lavori per l’Alta Velocità ferroviaria Torino-Lione. Per non dimenticare gli insostenibili impatti sull’ambiente e le popolazioni di buona parte delle opere che la cooperativa sta realizzando all’estero, prime fra tutte le dighe e le centrali idroelettriche in Cina e nelle Filippine”. Capitolo a parte quello spinosissimo del nuovo Centro Agro Alimentare che sta per sorgere ancora in Sicilia, nella Piana di Catania, proprio vicinissimo alla base militare di Sigonella, e i cui lavori, nel febbraio 2005, sono stati affidati alla CMC di Ravenna dalla società MAAS – Mercati Agro-Alimentari Sicilia Scpa. L’appalto, il cui valore è di circa 40 milioni di Euro, prevede la costruzione in un’area di 340.000 mq. di un complesso costituito da una serie di edifici per la commercializzazione e la conservazione di ortofrutta, pesce e fiori, di una piattaforma per la grande distribuzione, di edifici destinati ai servizi tecnologici e ai magazzini frigoriferi, nonché di un centro direzionale che ospiterà uffici e servizi. Contro l’affaire dell’Agro alimentare di Catania sono piovute proteste, denunce ed interrogazioni da parte di associazioni ambientaliste, Verdi e Rifondazione Comunista, specie relativamente alla scelta dei terreni in cui saranno realizzate le infrastrutture. Anche su quest’opera non sarebbero stati estranei in questi anni gli appetiti delle principali cosche mafiose locali. “Il 22 gennaio saremo presenti alla manifestazione nazionale di Messina contro il Ponte sullo Stretto per denunciare gli strettissimi legami che accomunano la megaopera con la base nucleare USA in Sicilia e i lavori per la TAV”, affermano i rappresentanti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. “La lotta contro la militarizzazione della Sicilia è inscindibile da quella contro il Ponte e la TAV e per un nuovo modello di società e di sviluppo per il Mezzogiorno. La stessa realizzazione del Ponte comporterà un’ulteriore escalation della presenza militare in Calabria e in Sicilia: cacciabombardieri, postazioni missilistiche e unità navali avranno il compito di proteggere l’infrastruttura da eventuali attacchi militari o terroristici. Anche per scongiurare questi scenari di guerra va respinto il progetto di cementificazione dello Stretto di Messina”. Il tema della smilitarizzazione della Sicilia e della riconversione della base di Sigonella sarà il tema di un’iniziativa a Catania il prossimo 26 gennaio. In quella data, ATTAC, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, la Rete Nazionale “Via le basi” e il Comitato per il ritiro dei militari dell’Iraq hanno promosso una mobilitazione che avrà come momento centrale l’ispezione della base militare USA da parte di una delegazione guidata dal parlamentare dei Verdi Mauro Bulgarelli, a cui seguirà un’assemblea-dibattito nell’Università di Catania. Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org