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![]() Esclusivo / Colombia - Dal Forum Sociale Latinoamericano
Contro i crimini della Coca Cola
26671 letture 12 dicembre 2002
Sindacati latinoamericani ed organizzazioni della società civile si sono dati appuntamento in Colombia per denunciare la politica criminale della Coca Cola. Assassinii, sparizioni, licenziamenti, persecuzioni sono le azioni contro i lavoratori che lottano per migliori condizioni salariali e di lavoro negli impianti. Le richieste delle vittime per la riparazione delle violazioni subite e l’appello per una campagna mondiale di boicottaggio contro i prodotti della transnazionale.
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DICHIARAZIONE
AFFINCHE’ CESSI LA VIOLENZA DELLA COCA
COLA IN COLOMBIA E NEL MONDO La
Colombia si è elevata a modello dell’uso estremo della violenza per imporre la
mondializzazione neoliberale. Ogni forma di organizzazione sociale che resiste viene
sterminata: indigeni, contadini, operai sono assassinati per opporsi alle
pretese degli investitori. Ogni anno in questo paese sono assassinati più
sindacalisti che in tutto il resto del mondo. La Coca Cola e la sua filiale in Colombia, la Panamco S.A.
partecipano a questa guerra sporca contro il movimento sociale. E’ così che
negli ultimi 10 anni, sono stati assassinati 8 dirigenti del sindacato dei
lavoratori di questa impresa, 2 lavoratori hanno dovuto chiedere asilo e altri
48 hanno sofferto il “desplazamento” forzato. L’azione permanente dei gruppi paramilitari, che operano in
complicità con le forze armate e i corpi di sicurezza dello Stato, serve alla
multinazionale e alla sua filiale, per mettere sotto pressione illegalmente i
dirigenti sindacali, obbligare i lavoratori a cancellare la propria iscrizione
al sindacato e a non adempiere ai contratti lavorativi, costringerli a
rinunciare ai loro contratti di lavoro e imporre bassi salari ai nuovi
lavorator contrattati. Questa politica occupazionale fondata sul terrore permette
alla Coca Cola di accrescere enormemente i propri profitti. Anche in altri paesi – come Guatemala, Filippine, Pakistan,
India, Israele, Venezuela, ecc. – il movimento sociale accusa la Coca Cola di
utilizzare, direttamente o attraverso le sue filiali, l’assassinio, la
violenza, la corruzione, il non adempimento delle leggi lavorative, per
raggiungere i propri fini economici. Negli Stati Uniti la multinazionale è
stata denunciata per discriminazione razziale, per attentare alla salute
pubblica, per danni ambientali, per manipolazione genetica, e per inquinamento
dell’acqua. In molti casi è stata denunciata, alcune volte condannata, però
quasi sempre, il suo potere le ha permesso di fuggire all’azione della
giustizia. A prova delle aberrazioni della mondializzazione e della
militarizzazione dell’America latina, Coca Cola può comprare la coca e
distribuirla nelle sue soft drink, mentre gli indigeni che producono la coca da
tempi immemorabili vengono repressi dalla guerra della droga. Per tutto questo, gli organizzatori e le persone
firmatarie: Denunciamo la violenza utilizzata dalla Coca Cola,
direttamente e indirettamente, e la impunità nella quale permane. Denunciamo il
caso della Colombia che rivela in modo particolarmente chiaro e crudele il
legame tra la violenza e la imposizone di un modello neoliberale, della quale
la Coca Cola è la punta di lancia insieme ad altre multinazionali come la Mac
Donald’s, la Monsanto, la United Fruit Co., la Unilever, la Endesa, la Nestlè,
la Occidental Co., la Repsol, la British Petroleum, la Bayer, la Drummond,
ecc... Esigiamo che cessino queste azioni della Coca Cola e che
siano punite, dando il debito corso alle azioni giudizarie condotte dalle
vittime in Colombia. Esigiamo al Governo colombiano che fermi la guerra sporca
contro il movimento sociale, e che ponga fine alla impunità di chi la fomenta e
la realizza. Chiediamo all’ONU di adottare norme vincolanti per
costringere le imprese multinazionali a rispettare i diritti umani. Chiediamo ai paesi industrializzati e all’ONU di modificare
la loro politica antidroga per porre fine al monopolio della multinazionale
Coca Cola nell’esportazione e commercializzazione della pianta della coca, e
perché cessi la guerra della droga contro contadini e indigeni. Appoggiamo l’azione giudiziaria intrapresa dal sindacato
SINALTRAINAL contro la Coca Cola negli Stati Uniti il 20 luglio 2001, con
fondamento nella legge Alien Torts Claims Act. Condanniamo le azioni giudiziarie intraprese dalla Coca
Cola e dalla sua filiale contro dirgenti sindacali colombiani, in risposta alla
denuncia presentata negli Stati Uniti; non possono gli aggressori trasformarsi
in vittime burlando le leggi e violando i diritti umani. Ci aggiungiamo all’azione degli innumerevoli gruppi che
agiscono contro il comportamento condannabile della Coca Cola e affermiamo in
questo modo che un’altra Colombia e un altro mondo sono possibili, senza
l’azione criminale delle imprese nazionali e multinazionali. Esigiamo dalla Coca Cola e dallo Stato colombiano che
garantiscano l’esistenza di SINALTRAINAL come interlocutore sociale. Esigiamo dalla Coca Cola che assuma la responsabilità per i
danni che ha causato a SINALTRAINAL, alle comunità che la circondano e alle vittime
e che accetti la riparazione integrale. Dallo Stato colombiano esigiamo che arresti la
criminalizzazione della protesta sociale e l’incarceramento dei dirigenti
sindacali e popolari. Esprimiamo il nostro sostegno all’Udienza Pubblica Popolare
“‘Hector Daniel Useche Beròn’ contro l’Impunità SINALTRAINAL Clama Justicia”,
sui comportamenti criminali della Coca Cola, delle sue filiali e delle
imbottigliatrici in Colombia. Facciamo appello perchè le azioni avviate e
questa Udienza rafforzino la campagna finalizzata a che questa transanazionale
cessi la violenza che esercita direttamente e indirettamente contro i suoi
lavoratori in Colombia e in molti altri paesi. Bogotà
– Colombia 5
dicembre 2002 Primi firmatari: Central Unitaria de Trabajadores de Colombia – CUT; Confederación de Trabajadores Democráticos de Colombia – CGTD; Federación Sindical Mundial `FSM`; Campagna Nazionale e Internazionale “Contro la Impunità Colombia Clama Justicia”. PER LA RIPARAZIONE INTEGRALE DELLE VITTIME L’Udienza Pubblica
Popolare sulle politiche della transnazionale Coca Cola si realizza tenendo in conto i principi universali
della lotta contro l’impunità, ossia quelli relativi alla verità, alla
giustizia e alla riparazione integrale, e cerca innanzitutto di conocere le
vittime, gli aggressori e il modo con cui la Coca Cola si è beneficiata
economicamente e politicamente dei crimini delle violazioni dei dirtti umani.
Cerca ugualmente e in modo irrinunciabile che i responsabili siano puniti
penalmente e che i danni causati alle vittime, alle loro comunita e alle
rispettive organizzazioni, una delle quali è SINALTRAINAL (Sindicato Nacional
de Trabajadores de la Industria de Alimentos – Sindacato Nazionale dei
Lavoratori delle Industrie Alimentari), siano mitigati integralmente,
nonostante esistano perdite che sono irreparabili. Coloro che oggi si sono riuniti con il fine di far rivivere
la memoria storica delle vittime, di evocare i loro progetti di vita, di
giudicare e condannare gli aggressori e rendere pubblici i benefici che sono
derivati alla Coca Cola dai crimini e dalle violazioni dei diritti umani,
impongono come riparazione integrale delle vittime le seguenti sanzioni: 1. Lo stato colombiano e la transnazionale Coca Cola,
ripareranno integralmente i pregiudizi politici, morali e materiali delle
vittime, delle loro famiglie e delle organizzazioni colpite. 2. Il Presidente della Repubblica in nome dello Stato
colombiano per non aver garantito la vita delle vittime, e la transnazionale
Coca Cola attraverso il suo presidente mondiale, in qualità di beneficiaria di
questi crimini e violazioni, chiederanno perdono pubblicamente, verbalmente e
per iscritto alle vittime, alle loro famiglie e alle organizzazioni sociali a
cui appartenevano e si impegneranno a punire tutti i responsabili e a non
permettere che questi fatti tornino ad essere commessi. 3. La transnazionale Coca Cola e lo Stato colombiano
dichiareranno il 22 luglio, giornata internazionale contro la violenza delle
transnazionali, per la vita, la dignità e la sovranità dei popoli. In questa
data la transnazionale concederà il giorno libero ai propri lavoratori che
realizzeranno grandi mobilitazioni in tutti i paesi aggrediti dalla Coca Cola,
che pagherà la trasmissione di un programma televisivo dai mezzi di
comunicazione nazionali e internazionali per presentare il rapporto sul suo
comportamento globale. 4. Coca Cola collocherà a partire dalla data un’etichetta in
ognuna delle bottiglie dei suo prodotti, con le fotografie e i dati biografici
dei suoi lavoratori assassinati in Guatemala e in Colombia. 5. La Coca Cola finanzierà alle organizzazioni sociali colpite, la pubblicazione e la diffusione di tre milioni di esemplari con il fine di offrire alla comunità internazionale la memoria storica delle vittime e della
loro dignità che incarna i sogni e i progetti di vita delle classi popolari
della Colombia; questo inoltre, allo scopo di denunciare davanti al mondo i
benefici economici, sociali e politici dei delitti, le strutture e le
concezioni in cui hanno trovato fondamento gli aggressori. 6. I funzionari della Coca Cola che abbiano contribuito,
partecipato, realizzato politiche criminali e/o violato i diritti umani dei
lavoratori e delle loro comunita’, saranno automaticamente allontanati dalle
attività e messi a disposizione delle autorità competenti affinché siano
giudicati per le loro azioni. La Coca Cola rivelerà alla comunità
internazionale e alla giustizia il nome dei suoi funzionari che hanno
partecipato in qualità di testimoni segreti e senza volto nei procedimenti
penali instaurati dall’impresa contro i lavoratori affinché siano giudicati per
le loro azioni sotterranee, coperte e criminali e indennizzerà i lavoratori per
i danni causati alla loro reputazione e alla loro dignità e per il
deterioramento del loro benessere personale e familiare. 7. La Coca Cola darà a SINALTRAINAL i fondi necessari per
l’acquisizione e il funzionamento della ‘Galleria della memoria storica e la
ricostruzione della cultura’ e della Scuola dei diritti umani. 8. La Coca Cola finanzierà annualmente un foro internazionale
dei suoi sindacati con il fine di promuovere il rispetto dei diritti umani dei
lavoratori e delle comunità. Questo sarà programmato da SINALTRAINAL, dalla
Central Unitaria de Trabajadores de Colombia - CUT e dalla Campagna contro
l’Impunità ‘Colombia Clama Justicia’. 9. La Coca Cola verserà una pensione mensile vitalizia alla
sposa e ai figli dei lavoratori che a suo beneficio sono stati assassinati. Il
valore della pensione sarà uguale allo stipendio medio mensile assegnato al
Presidente mondiale della transnazionale. 10. La Coca Cola pagherà le spese sino alla fine degli studi dei
figli dei lavoratori che sono stati assassinati mentre erano a servizio della
transnazionale. Ugualmente, pagherà le spese mediche e i trattamenti speciali
per le lesioni causate dall’impatto psicosociale della morte dei loro genitori. 11. Un valore uguale alla somma delle pensioni ricevute dalle
famiglie delle vittime, sarà assegnato mensilmente dalla Coca Cola a
SINALTRAINAL per i danni sociali, economici, sindacali e politici causati a suo
favore. 12. La Coca Cola riassumerà con dignità la totalità dei
lavoratori che sono stati licenziati o che sono stati costretti a rinunciare ai
loro incarichi di lavoro a causa della persecuzione, dell’aggressione, del
desplazamiento, della segnalazione o di qualsiasi altro mezzo utilizzato dagli
aggressori per obbligarli ad abbandonare il loro lavoro. Ugualmente, garantirà
al nucleo familiare l’attenzione professionale e medica di cui avranno bisogno
a causa della violenza psicologica, fisica, culturale, politica, economica a
cui sono stati sottoposti. 13. I lavoratori di cui la Coca Cola avrà bisogno per la
realizzazione dei suoi fini sociali avranno esclusivamente un contratto di
lavoro a tempo indeterminato e godranno di tutti i diritti che saranno
determinati in accordo tra SINALTRAINAL e la Coca Cola. 14. La Coca Cola si impegna a non contrattare minori di età per
l’esecuzione dei suoi lavori, a rispettare i diritti della donna lavoratrice e
a non promuovere politiche discriminatorie. 15. La Coca Cola non promuoverà il razzismo, il fascismo,
l’apartheid, per questo motivo licenzierà ipso facto qualsiasi
funzionario che contravvenendo a queste politiche commetta questo genere di
crimini. Ugualmente, presenterà alle autorità competenti le denunce relative
alla violazione dei diritti umani che saranno commesse dai propri funzionari. 16. La Coca Cola applicherà ad ognuno dei propri lavoratori le
clausole contrattuali e arbitrali che negli ultimi 15 anni ha disconosciuto a
suo beneficio e, pagherà il valore che non ha ancora liquidato. Allo stesso
modo, ristabilirà con i lavoratori e SINALTRAINAL i diritti normativi e
sindacali che ha omesso di applicare. 17. La Coca Cola farà congiuntamente con SINALTRAINAL, le riforme
necessarie dei regolamenti interni di lavoro affinchè le norme non limitino i
diritti dei lavoratori, delle comunità e delle organizzazioni sindacali. A tale
scopo sarà nominata una commissione paritaria tra l’impresa e SINALTRAINAL, che
avrà tempo 60 giorni a partire dalla data della sua installazione per
realizzare i cambiamenti necessari. 18. La Coca Cola assegnerà fondi economici a SINALTRAINAL per
condurre campagne massive di sindacalizzazione e formazione sindacale. 19. La Coca Cola implementerà i seguenti mezzi di riparazione
per i danni causati all’ecologia e alla biodiversità dei colombiani: ·
La
Coca Cola installerà impianti di trattamento delle acque residue in tutte le
sue fasi; finanzierà programmi di riforestazione, recupero delle conche
idrografiche e pagherà un milione di dollari ad ogni municipio dove sono
esistiti o esistano impianti d’imbottigliamento come compensazione per i danni
causati dai rifiuti accumulati prima dell’esistenza dei controlli per il
trattamento dei residui industriali. ·
La Coca Cola
apporterà venti milioni di dollari affinché le organizzazioni regionali con la
verifica e il controllo di SINALTRAINAL, sviluppino programmi di attenzione
alla salvaguardia dell’ambiente, di protezione delle sorgenti e delle conche
idrografiche, di pulizia e difesa delle correnti d’acqua. Si produrranno cinque
milioni di piegabili e un milione di video di educazione ambientale e alla
qualità della vita, che saranno distribuiti a scuole, collegi, università e
centri di formazione sui diritti umani. ·
La Coca Cola
assegnerà a SINALTRAINAL un dollaro per ogni metro cubo di acqua utilizzata
negli impianti di imbottigliamento per creare un fondo per progetti produttivi
da realizzare all’interno delle comunità. 20. La Coca Cola assicurerà gli strumenti necessari per la
protezione dei dirigenti sindacali che siano minacciati per le loro attività in
difesa dei diritti dei lavoratori e delle comunità. Ugualmente, trasferirà in altra
città o paesi i lavoratori che siano in pericolo di vita. I trasferimenti si
faranno in comune accordo con SINALTRAINAL e il suddetto lavoratore e non
dovranno avere conseguenze sulla sua integrità. 21. La Coca Cola si impegna a smilitarizzare i luoghi di lavoro,
pertanto non contratterà membri delle forze armate, di Cooperative di
vigilanza, nè di alcuna altra entità ufficiale o privata che promuova la
violenza, violi i diritti dei lavoratori e delle comunità e attenti contro la
sicurezza e la vita della popolazione. 22. La Coca Cola cesserà davanti alle autorità colombiane i
procedimenti avviati a seguito delle sue denunce contro SINALTRAINAL e i suoi
iscritti e pagherà i danni e i pregiudizi causati ai lavoratori che sono stati
detenuti a causa delle denunce. Il valore dei danni e dei pregiudizi sarà
valutato da periti che saranno nominati da SINALTRAINAL e dalla Central
Unitaria de Trabajadores - CUT. 23. La transnazionale Coca Cola si impegna a partire dalla data
odierna a rispettare i diritti umani dei lavoratori e delle comunità e a
rispettare gli accordi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ‘OIL’, le
leggi nazionali, i contratti collettivi e gli accordi extracontrattuali firmati
attraverso le proprie imbottigliatrici con SINALTRAINAL. La Coca Cola giura di
non beneficiarsi mai più della violenza e dei crimini di lesa umanità. 24. la Coca Cola pagherà il costo di 2 ore di trasmissione in un
canale televisivo nazionale il 22 luglio di ogni anno, affinché SINALTRAINAL,
la Campagna contro l’Impunità ‘Colombia Clama Justicia’ e la Central Unitaria
de Trabajadores de Colombia - CUT, presentino alla comunità nazionale e
internazionale un bilancio sul comportamento della transnazionale e
sull’adempimento degli accordi stabiliti con i propri lavoratori e le rispettive
comunità. 25. La Coca Cola indennizzerà i denuncianti per i fatti
denunciati davanti alla Corte del Distretto Sud della Florida (Stati Uniti)
nell’ammontare che sarà accordato tra le parti. Ugualmente pagherà le spese
processuali. 26. La Coca Cola a partire della data odierna abiliterà la
comunicazione diretta con SINALTRAINAL affinchè mensilmente riceva le denunce
sugli abusi e dia loro soluzione, assicurando il mantenimento di un clima di
mutuo rispetto tra il sindacato e i rappresentanti di ognuna delle sue società
imbottigliatrici. 27. Sarà costituito un osservatorio internazionale che segua
l’adempimento degli impegni di riparazione assunti dalla Coca Cola e affinché
verifichi il rispetto dei diritti umani dei lavoratori, dei familiari e delle
comunità. Esso sarà conformato da un rappresentante delle vittime, da uno della
Central Unitaria de Trabajadores de Colombia – CUT, da uno della Campagna
Nazionale e Internazionale contro l’Impunità ‘Colombia Clama Justicia’, da uno
di SINALTRAINAL e da uno della transnazionale Coca Cola. Bogotà –
Colombia 5 dicembre
2002 Le organizzazioni sociali e le personalità oggi riunite,
decidono di avviare le seguenti azioni: 1) Dichiarare il 22 luglio giornata internazionale di protesta
e mobilitazione contro la violenza delle transnazionali, per la vita, la
dignità e la sovranità dei popoli. 2) Inviare al Presidente Mondiale della Coca Cola il rapporto
della presente sessione e la richiesta di incontro per il 24 gennaio 2003, al
fine di iniziare le discussioni che contribuiscano a risolvere i problemi.
Ugualmente, si continuerà nella raccolta delle firme del memoriale sulle
violenze che saranno consegnate al momento della riunione. 3) Contribuire alla elaborazione del documento-video che
testimoni davanti al mondo la realizzazione delle sessioni, delle sue
conclusioni e la continuazione del processo delle Udienze Popolari. 4) Realizzare sit-in, mobilizzazioni e azioni di massa in tutte
le città dove la Coca Cola possiede impianti. Stampare magliette, manifesti,
sticker, adesivi e distribuire due milioni di cartoline che saranno inviate
alla Presidenza Mondiale della Coca Cola per esigere il rispetto dei Diritti
Umani. 5) A sostengo della sessione di Bogotà del 5 dicembre,
realizzare nelle principali città d’Europa manifestazioni di appoggio e
solidarietà con i lavoratori della Coca Cola. 6) Sostenere la decisione della Prima sessione di realizzare
per un anno a partire del 22 luglio 2003, il boicottaggio internazionale contro
la Coca Cola. 7) Per tutto il tempo che durerà il boicottaggio tutti i
veicoli distributori della Coca Cola porteranno una fascia nera come simbolo di
vita e di condanna per l’assassinio dei lavoratori a beneficio delle
transnazionali. 8) Dichiarare la volontà di lavorare per la realizzazione di
uno sciopero internazionale contro la Coca Cola nel caso in cui si realizzi la
morte violenta di uno dei suoi lavoratori in qualsiasi parte del mondo e
manifestare la volontà di dar vita ad una rete di vigilanza, informazione e
solidarietà con i lavoratori della Coca Cola e di altre imprese transnazionali. 9) In ognuno dei nostri paesi consegnare la dichiarazione
politica e l’esigenza della riparazione integrale negli impianti della Coca
Cola e all’ambasciata degli Stati Uniti. ![]()
Formato per la citazione:
Antonio Mazzeo. "Contro i crimini della Coca Cola". terrelibere.org, 12 dicembre 2002, http://www.terrelibere.org//contro-i-crimini-della-coca-cola
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